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Il Duemila. Ed ecco a voi la tassa per uscire di casa PDF Stampa E-mail
Scritto da Gardenal Pierangelo   
Venerdì 16 Luglio 2010 06:28
Il_Duemila._Ed_ecco_a_voi_la_tassa_per_uscire_di_casa
Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Luglio 2010 07:03
 
Risposta del Ministero Infrastrutture 20.05.2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Gardenal Pierangelo   
Martedì 01 Giugno 2010 08:06
Risposta_del_Ministero_Infrastrutture_20.05.2010
Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 08:43
 
Petizione Eliminazione tassa passi carrai PDF Stampa E-mail
Scritto da Gardenal Pierangelo   
Martedì 01 Giugno 2010 10:12
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Raffaella Pontebbana Veicoli Ind.   CODROIPO ( UD) Viale Venezia 157-159 tel. 0432 906717
   

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Agosto 2010 09:04
 
Prospetto dati congruità 15.06.2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Gardenal Pierangelo   
Venerdì 02 Luglio 2010 07:24
Prospetto_dati_congruit_15.06.10

prospetto_dati_congruit_2

prospetto_dati
 
Roma. Risposta Interrogazione Contento e replica 29/06/10 PDF Stampa E-mail
Scritto da Gardenal Pierangelo   
Martedì 29 Giugno 2010 00:00
Resoconto della VIII Commissione permanente
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

VIII Commissione

SOMMARIO

Martedì 29 giugno 2010

INTERROGAZIONI:

5-02774 Contento: Questioni relative ai canoni di accesso su strade gestite dall'ANAS Spa ...
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) ... 

INTERROGAZIONI

Martedì 29 giugno 2010. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture ed i trasporti, Mario Mantovani.

5-02774 Contento: Questioni relative ai canoni di accesso su strade gestite dall'ANAS Spa.

Il sottosegretario Mario MANTOVANI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Manlio CONTENTO (PdL) replicando, dichiara di non potersi che dichiarare insoddisfatto di una risposta che si basa, per una parte importante, sulla tesi inaccettabile della supposta incongruenza e carenza dei dati prospettati all'ANAS dal «Comitato passi carrai». Ritiene, infatti, che l'ANAS avesse il dovere di fare i necessari accertamenti e verificare la veridicità e la consistenza dei casi sottoposti alla sua attenzione. Allo stesso modo, giudica negativamente il fatto che l'ANAS, pur in presenza dei presupposti legali e burocratici, si sia limitata a notificare cartelle esattoriali - a volte di decine di migliaia di euro - anziché avviare un dialogo e un confronto con i cittadini interessati, al fine di pervenire a soluzioni improntate, oltre che al formale rispetto delle procedure, al buon senso e all'equità.

SEDE CONSULTIVA

Martedì 29 giugno 2010. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture ed i trasporti, Mario Mantovani.

VIII Commissione - Martedì 29 giugno 2010

ALLEGATO 1

5-02774 Contento: Questioni relative ai canoni di accesso su strade gestite dall'ANAS Spa.

TESTO DELLA RISPOSTA

Con riferimento alla questione relativa ai canoni dovuti all'ANAS per i passi carrai, si forniscono i seguenti elementi di chiarimento.
La questione nasce dall'attività, avviata nel 1999 dal Compartimento ANAS del Veneto, per la verifica «in loco» della corrispondenza tra lo stato dei luoghi e i dati contenuti negli applicativi gestionali della scrivente Società. La comparazione di tali dati ha fatto emergere situazioni abusive o irregolari per le quali si è provveduto ad applicare l'istituto della regolarizzazione, in un quadro complessivo di riordino, finalizzato a dare un'uniformità alla gestione del servizio.
Nel 2004, a seguito della suddetta azione di regolarizzazione, sono iniziate le proteste di alcuni utenti, concluse con la nascita del cosiddetto «Comitato Passi Carrai», che una volta definita la propria costituzione formale (2008), è stato riconosciuto, dalle strutture locali ANAS, quale soggetto interlocutore, in grado di fornire una rappresentazione più ampia, rispetto alle singole posizioni, in tema di accessi stradali.
Il Comitato, raccogliendo le lamentele degli utenti sull'entità dei canoni, ha anche posto il problema della legittimità degli stessi. Per tali motivi, nel maggio 2009, dopo una serie di incontri tra esponenti del Comitato e rappresentanti compartimentali, la Direzione Generale dell'ANAS ha partecipato a un confronto «in loco», ribadendo la piena legalità degli stessi nonché la propria legittimazione a richiedere il pagamento dei canoni dichiarandosi, altresì, disponibile ad esaminare un gruppo eterogeneo di 20 casi «critici», liberamente scelti dal Comitato, che rappresentassero una «summa» delle anomalie lamentate.
Si sottolinea che la documentazione consegnata, inerente i 20 casi-tipo, è risultata carente delle informazioni utili ai fini prospettati (i dati rilevanti per la individuazione degli accessi erano infatti stati cancellati o alterati) e, pertanto, il predetto Compartimento si è visto costretto a reiterare la richiesta cognitiva, a tutt'oggi, inevasa.
I criteri utilizzati dall'ANAS per la determinazione dei canoni sono quelli indicati dall'articolo 27 comma 8 del Codice della Strada.
In particolare - tenendo sempre presente il dato fondamentale per cui l'apertura dell'accesso carraio è legittimata solo dall'emanazione di un provvedimento amministrativo, rilasciato dall'Ente proprietario della strada nel suo ruolo di gestore dell'infrastruttura viaria e responsabile della sicurezza della circolazione - la norma dispone che, nella determinazione della somma da versare all'Ente rilasciante, si deve aver riguardo:
alle soggezioni che derivano alla strada;
al valore economico risultante dal provvedimento;
al vantaggio che il beneficiario ricava dal provvedimento stesso.

Questi criteri vengono oggettivamente tradotti in una formula matematica, la cui applicazione è suscettibile di produrre canoni di diverso importo, in funzione di quei fattori che la formula stessa prende in considerazione (tipologia di accesso, sua larghezza geometrica, importanza della strada, eccetera).
La rivalutazione dei canoni per i passi carrai è stata disciplinata dall'articolo 55 comma 23 legge n. 449 del 1997, disposizione che, oltre a stabilire un tetto massimo di aumento dei canoni in sede di primo adeguamento (il 150 per cento del corrispettivo precedentemente dovuto), ha anche delineato una scansione procedimentale per la determinazione annuale dei canoni stessi: a) delibera del Consiglio d'Amministrazione; b) provvedimento del Presidente; c) esercizio della vigilanza da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti; d) pubblicazione dei canoni sulla Gazzetta Ufficiale.
La formula matematica per l'individuazione dei canoni, dunque, non è in alcun modo stabilita da «organi» territoriali ANAS; essa viene approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società ed è parte costitutiva del provvedimento annuale di determinazione dei canoni (sottoposto a vigilanza ministeriale, quindi firmato dal Presidente dell'ANAS e pubblicato in Gazzetta Ufficiale ai sensi e per gli effetti della disposizione appena citata).
Da quanto finora riferito si evince che la determinazione degli importi dovuti per gli accessi è unica su tutto il territorio nazionale e vede i Compartimenti per la viabilità, quali meri applicatoci delle decisioni assunte dai vertici ANAS.
Fermo restando quanto detto, esiste, tuttavia, la possibilità che, in diverse aree geografiche, accessi geometricamente identici, producano canoni di importo diverso: questo dipende dalla presenza nella formula di un coefficiente, del tutto oggettivo, volto a misurare l'importanza della strada (vengono in rilievo il traffico giornaliero medio, la distanza dai maggiori centri abitati, eccetera). Va sottolineato che il provvedimento dell'ANAS, contenente la formula matematica per il calcolo dei canoni, ha sempre superato, senza osservazioni, il vaglio della vigilanza ministeriale.
Appare utile rammentare, inoltre, che i bollettini di pagamento per «canoni ANAS», recanti importi apparentemente «esagerati» rispetto agli anni precedenti, risentono in realtà, di fattori diversi ed ulteriori, quali ad esempio: un'accertata variazione delle caratteristiche dell'accesso, che da «agricolo» è stato variato in «commerciale».
Quanto alle contestazioni «più ricorrenti» è opportuno sottolineare che il Comitato è sorto con la finalità di favorire «l'eliminazione delle disparità di trattamento applicate da diversi enti proprietari di strade eliminando gli effetti distorsivi che tali situazioni hanno sulla concorrenza», nonché per creare le condizioni affinché il «potere di fissare l'importo dei canoni, quale ne sia la fonte, non si sostanzi attraverso posizioni di privilegio e senza limiti legali, ma sia anche improntato a criteri di logicità e buon senso tale da consentire ai concessionari di verificare e contestare l'ammontare della pretesa all'interno del sinallagma contrattuale».
Riguardo alla prima contestazione giova ricordare che la spinta a base della protesta in Veneto, è stata, verosimilmente, accentuata da iniziative assunte da alcune Province e dalla Società Veneto Strade, che hanno deciso l'azzeramento dei canoni per i passi carrai.
Da parte dell'ATAS, tuttavia, una volontaria rinuncia alla riscossione dei canoni contrasterebbe con:
il Codice della Strada, che nella disposizione citata, in riferimento a ciascun provvedimento abilitante a porre in essere «interferenze» con la sede stradale o relative pertinenze (cantieri, attraversamenti e, ovviamente, accessi e diramazioni), mette a carico del beneficiario del provvedimento stesso - e non della collettività - somme di denaro in qualche modo correlate alla soggezione arrecata all'infrastruttura;
l'indirizzo politico stabilito dall'azionista (NMF) ed a cui l'ANAS non può sottrarsi, che prevede scelte gestionali mirate all'autofinanziamento.

Quanto al secondo motivo di contestazione, è utile qui ammantare che, a più riprese, tanto la giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato) quanto quella ordinaria (Corte di Cassazione) hanno riconosciuto la correttezza dell'operato di ANAS S.p.A. nell'esercizio della discrezionalità connaturata alla determinazione delle somme dovute dagli utenti in applicazione dell'articolo 27, comma 8, Codice della Strada e dell'articolo 55, comma 23, legge n. 449 del 1997.
Per quanto attiene alla «dimensione» dell'attuale contenzioso nella regione Veneto, si precisa che, a fronte di circa 110 azioni di recupero intraprese dal Compartimento ANAS di Venezia, risultano ad oggi pendenti in secondo grado di giudizio (1o istanza sfavorevole per i ricorrenti) 12 cause relative ad utenti sostenuti dal Comitato Passi Carrai (petitum circa 350.000 euro) oltre ad ulteriori 2 cause attivate da singoli utenti (petitum di circa 40.000 euro).
In riferimento alle «definizioni amichevoli tra le parti» ovvero i «procedimenti in contraddittorio con l'interessato», si rappresenta che essi sono possibili - e già praticati - nei limiti e nei modi stabiliti dalla normativa in tema di procedimento amministrativo, su istanza di parte correlata alla partecipazione del privato. Sono, infatti, consentiti sopralluoghi in contraddittorio sia in fase istruttoria (preliminarmente al rilascio della concessione), che in fase di verifica della rispondenza dei lavori eseguiti alle condizioni previste nella concessione.
Come precedentemente osservato, infatti, il rapporto dell'Utente con l'Ente proprietario della strada, discende non da un contratto, bensì da un provvedimento amministrativo, adottato in ragione della salvaguardia del preminente interesse pubblico rappresentato dalla sicurezza alla circolazione.
È insita nel provvedimento amministrativo di tipo concessorio, la creazione di una facoltà non presente nella normale sfera giuridica di un privato (la facoltà, nel caso di specie, di «aprire lateralmente» una strada pubblica, originariamente progettata per un determinato scorrimento di traffico). Risulta, quindi, logico che le caratteristiche dell'accesso, geometriche e localizzative, non siano derogabili né negoziabili attraverso una trattativa tra le parti, considerata la necessità di salvaguardare il primario interesse pubblico.
Tanto premesso, si precisa che è facoltà dell'utente/concessionario di ridurre le dimensioni dell'accesso, purché vengano rispettati i criteri di sicurezza di cui sopra, nel qual caso il canone viene adeguato nel nuovo atto concessorio, a decorrere dal recepimento della variazione intervenuta.
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 08:24
 

L’obbiettivo che il Comitato Passi Carrai si è posto è quello di eliminare l’ingiustizia della tassa sui passi carrai che i cittadini e le attività che risiedono fuori dal cartello di centro abitato sono costretti a pagare , nonchè di trovare una soluzione ai pregressi .

Il Comitato si è fatto promotore di incontri con esponenti politici regionali e nazionali, in modo da creare unità di intenti a prescindere dal colore politico, che portino alla modifica della legge 449 del 1997 , che presenta nella sua applicazione , secondo quanto scritto dal Difensore civico di Padova “ASPETTI DI VESSATORIETA’ , INIQUITA’ NONCHE’ DI CONTRASTO CON I PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ORDINAMENTO GIURIDICO” , giudizio poi condiviso dal Difensore civico della Regione Veneto .

L’ingiustizia è che i residenti fuori dai centri urbani con le loro tasse pagano la manutenzione delle strade urbane e poi devono ulteriormente pagare la tassa sugli accessi per la manutenzione delle strade regionali e statali , cosi’ pagano due volte .Un cittadino privato deve pagare centinaia di euro , una attività migliaia di euro per accedere ad una strada .

A.N.A.S. ,senza preavviso , ha inviato bollettini con importi di decine di migliaia di euro di arretrati , cifre ottenute con la modifica unilaterale dei sistemi di calcolo.

Il Comitato , che non vuole solo protestare , ha fatto varie proposte che sono state presentate durante i vari incontri ai Politici e ad A.N.A.S. . Un primo risultato positivo relativo ai canoni di Veneto Strade è venuto dalla Regione Veneto che dopo una prima riduzione per l'anno 2009 ha eliminato la tassa per il 2010 , portandola sulla fiscalità generale .Inoltre la Regione Friuli Venezia Giulia ha deliberato l'abbattimento del 50 % dei coeficenti attualmente assegnati alle strade per gli anni 2009 - 2010 - 2011 , questo si traduce nella riduzione del 50 % dei canoni annuali attualmente pagati .  

Abbiamo ricevuto il mandato dall'assemblea degli iscritti per coordinare il ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo vista la disparità e l’alterazione della concorrenza che l’applicazione dei canoni provoca .

Vista l’esiguità dei ricavi chiediamo con forza che si chiedano pochi millesimi sui pedaggi autostradali oppure 50 centesimi a tutti sul bollo auto , perchè con questa piccola cifra si eliminerebbe una ingiustizia e si renderebbe questo Paese un po’ più giusto.

LE STRADE SONO UN BENE DI TUTTI E TUTTI DEVONO CONTRIBUIRE ALLA LORO MANUTENZIONE.

Chiediamo di iscriversi al Comitato Passi Carrai con l’apposito modulo che si trova nella sezione modulistica da inviare al nr di fax riportato, perchè la ns forza arriva dalle adesioni e più siamo più facile sarà portare avanti questa “ BATTAGLIA DI GIUSTIZIA” .

Nel sito troverete inoltre una rassegna stampa , una lista degli eventi programmati, interrogazioni parlamentari e delibere , oltre ad alcuni bollettini , è possibile contattare i componenti del Comitato sia telefonicamente che con mail che potranno dare ulteriori chiarimenti .

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 13:14