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Venezia Passi carrabili con gli arretrati, esplode la protesta PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Dicembre 2008 00:00

Passi carrabili con gli arretrati, esplode la protesta

Veneto Strade propone una sanatoria, insorgono i politici in Consiglio Regionale: "Balzello da abolire"


Che lo si veda da destra o da sinistra, a seconda del colore delle interrogazioni depositate in Consiglio Regionale, appare come un balzello, l'ennesimo, a carico di privati cittadini, aziende agricole, artigianali e industriali già alle prese con la crisi economica. Migliaia di contribuenti che , entro il 10 dicembre, avevano l'obbligo di autodenunciarsi a Veneto Strade con un sostanzioso sconto - il 40% della somma dovuta - da moltiplicare per cinque: tante sono le annualità da corrispondere alla società che nel 2003 è subentrata all'Anas nella Gestione del patrimonio viario del Veneto.

Un passaggio di consegne complesso dal punto di vista amministrativo. La banca dati ereditata da Veneto Strade sulle concessioni per il diritto di accesso alle proprietà che si affacciano alle arterie regionali era infatti molto carente e probabilmente non aggiornata, in una regione che ha visto in pochi anni sorgere migliaia di attività economiche lungo le proprie strade. Così l'ente regionale ha pensato di chiedere una mano ai Comuni per aggiornare l'elenco dei soggetti tenuti a pagare la concessione sui passi carrabili con i relativi arretrati, un obbligo previsto dal Codice della Strada. "Proprio per venire incontro ai cittadini abbiamo pensato ad una sanatoria - spiega l'AD di Veneto Strade Silvano Vernizzi - inoltre abbiamo stabilito di esentare i passi carrabili per gli accessi di misura inferiore a quattro metri, dato che le spese di istruzione della pratica sarebbero state superiori all'incasso previsto". Il tutto in attesa che Veneto Strade proceda al censimento definitivo dei soggetti tenuti a pagare la concessione.

L'iniziativa della società non ha incontrato però il favore dei contribuenti: sarebbero migliaia i destinatari degli inviti spediti in queste settimane da Veneto Strade. Soltanto nel Padovano, sarebbero almeno 500 i destinatari degli avvisi lungo il tratto Padova-Cittadella della Valsugana. per importi che, seppure scontati, sono comunque consistenti: "Si tratta di soggetti - scrive il consigliere regionale Franco Bonfante (PD) - che spesso in maniera del tutto inconsapevole hanno accumulato un debito che in alcuni casi può ammontare anche a 5.000 euro". Che in un periodo di crisi economica pesano in modo considerevole. Si capisce così come le iniziative politiche sull'argomento si siano sprecate. Il Consigliere Regionale di Rete Civica Veneta Marco Zabotti ha chiesto alla Giunta di abolire la concessione, e lo stesso hanno fatto in tempi diversi i Consiglieri del PD Diego Bottacin e l'omonimo Giampaolo Bottacin, capogruppo della Lega Nord. Un malumore comune che corre lungo l'asse delle vecchie statali come la Padana superiore e inferiorem la Pontebbana, la Postumia, la Valsugana, la Cisa.

Il problema sollevato in modo trasversale dai consiglieri regionali appare però di difficile soluzione. La riscossione delle concessioni è infatti un obbligo previsto dal Codice della Strada, e Veneto Strade sta cercando di fare ordine rispetto alla passata gestione. Un'eventuale deroga al pagamento potrebbe venire non dalla Giunta - che non ha poteri specifici in proposito - ma direttamente dal Consiglio Regionale, con un atto legislativo la cui legittimità sarebbe però tutta da accertare. Nel frattempo il termine del 10 dicembre per aderire alla sanatoria è scaduto, anche se Veneto Strade fa capire che potrebbero essere prese in considerazione anche le richieste giunte successivamente.

 


Alberto Francesconi - IL GAZZETTINO - 12 Dicembre 2008 - pag. 11