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Belluno. Il Difensore Civico del Veneto alza la voce contro Anas e Veneto Strade. PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Novembre 2011 08:45

21 ottobre 2011 —   pagina 25   sezione: Nazionale

PONTE NELLE ALPI Anche il difensore civico del Veneto alza la voce contro Anas, rea di non aver ancora risposto alla richiesta di chiarimenti del 23 giugno sui canoni dei passi carrai. Questa tassa, che mette in ginocchio attività, imprese, esercizi commerciali ma anche tanti privati in tutto il Veneto, fa discutere da anni, ma il caso è esploso quando cittadini e imprenditori hanno deciso di dire «basta» a quello che ritengono «un ingiusto balzello». Da ormai tre anni il Comitato nato per tutelare i cittadini e eliminare i canoni sulle strade statali (su tutto il resto della viabilità sono stati progressivamente eliminati) lotta per chiedere giustizia, ma nonostante l'appoggio di diverse forze politiche, la situazione non si è ancora risolta. Gli esponenti del Comitato si sono anche rivolti al difensore civico, prima a quello della Provincia di Padova, poi a quello regionale, che ha condiviso le osservazioni del primo. Entrambi ritengono infatti che la legge 449 del 1997 (quella che ha stabilito gli aumenti dei canoni) presenta nella sua applicazione «aspetti di vessatorietà, iniquità, nonché di contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico». Il difensore civico di Padova si è espresso alla fine di dicembre del 2008, quello di Venezia un mese più tardi, chiedendo ad Anas chiarimenti in merito. Mai arrivati. Il difensore civico regionale li ha chiesti di nuovo, l'ultima volta il 23 giugno di quest'anno, ma sul suo tavolo non è ancora pervenuta alcuna risposta. Per questo è partito un sollecito, che porta la data del 14 ottobre e nel quale il difensore civico chiede «riscontro entro il termine di 30 giorni». Giusto per essere chiari, si ricorda anche ad Anas che un ritardo ingiustificato può avere conseguenze sul piano legale, visto che «il comma I del citato art. 2 bis (della legge n.241/1990, ndr), statuisce che le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo l, comma l-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiustamente cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento». Una presa di posizione ferma, per spingere Anas per lo meno a rispondere sulla richiesta di chiarimenti. Ed entro un mese. «Perchè l'Anas può permettersi di non rispettare le leggi?», si chiede il presidente del Comitato passi carrai Luciano Soffiato. «Perchè non risponde alla lettera di chiarimenti che il difensore civico della regione inoltra? E perchè i cittadini invece hanno ingiunzioni di pagamento da cui non sanno come difendersi?» Domande che mostrano l'esasperazione per una situazione che si protrae da troppi anni, con Anas che continua a mandare le ingiunzioni di pagamento, per migliaia di euro, i cittadini decisi a non pagare ma un clima che si fa sempre più insopportabile. Alessia Forzin