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Padova. De Poli: Stop al Balzello, il Governo dia il via libera all'abrogazione. PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Agosto 2011 00:00

PASSI CARRAI: DE POLI (UDC) A TREMONTI-MATTEOLI, STOP BALZELLO, GOVERNO DIA VIA LIBERA ABROGAZIONE

1 agosto 2011

"Un pedaggio per entrare a casa propria. Lo scandalo sta tutto qui: chi risiede in un'abitazione che si affaccia su una strada statale o regionale è costretto a pagare. Ecco perché chiedo al Governo di intervenire abrogando il canone dei passi carrai perché venga ristabilito il principio di eguaglianza e giustizia violato dall'attuale tassa in questione". Lo afferma Antonio De Poli, deputato Udc e segretario regionale del partito in Veneto, che ha presentato un'interrogazione parlamentare ai ministri dell'Economia Tremonti e delle Infrastrutture Matteoli sulla spinosa questione dei passi carrai. "L'ingiustizia in questione - riferisce il parlamentare centrista nel testo dell'interrogazione presentato al Governo - riguarda i residenti fuori dai centri urbani che non le loro tasse pagano la manutenzione delle strade urbane e successivamente sono costretti ulteriormente a pagare la tassa sugli accessi per la manutenzione delle strade regionali e statali. Così facendo, di fatto, li facciamo pagare due volte. Sono in molti a denunciare l'aumento spropositato dei canoni di concessione degli accessi a partire dal 2000 - prosegue De Poli -: in merito ai criteri per la determinazione dei canoni c'è, infatti, una sentenza del Consiglio di Stato che fa riferimento all'art. 55 comma 23 della legge 449/1997 secondo cui 'deve essere riconosciuta all'Anas la più ampia discrezionalità nella determinazione del canone'. Secondo quanto hanno denunciato molti utenti veneti, l'Anas - fa notare il segretario regionale Udc in Veneto -, senza preavviso, ha inviato bollettini con importi esosi di decine di migliaia di euro di arretrati, cifre ottenute con la modifica unilaterale dei sistemi di calcolo". Come fa notare il deputato Udc, utenti e associazioni hanno avanzato la proposta di abrogare totalmente il canone di concessione ponendo la relativa perdita di introiti per l'Anas a carico della fiscalità generale. L'Anas ha risposto "che una scelta del genere appare del tutto preclusa alla società che è solamente gestore strade e non può manovrare altre leve tributarie". Ecco perché adesso si stanno facendo avanti le Amministrazioni locali chiedendo la riduzione dei canoni o l'abrogazione. In Parlamento, invece, "nonostante sia stato votato all'unanimità in Senato un Ordine del giorno per l'abrogazione che impegni il Governo ad agire in fretta, questo Odg risulta ancora bloccato e in attesa di risposta dal Governo. Chiediamo ai ministeri interessati di sapere come intenda intervenire per arrivare all'abrogazione del canone dei passi carrai. E' ora di dire basta a questo scandaloso balzello a danno dei cittadini veneti", conclude De Poli.