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Rovigo. Passi carrai: la rivolta dei frontisti sulla Romea. PDF Stampa E-mail
Sabato 30 Ottobre 2010 00:00

Passi carrai: la rivolta dei frontisti sulla Romea

Antonio Crocco, residente nel chioggiotto, che fa parte del consiglio direttivo del comitato passi carrai, spiega: "Siamo stanchi di pagare somme più alte che in altre regioni"

Rovigo, 30 ottobre 2010. Che differenza c’è tra il costo annuale di una concessione di un passo carraio, lungo la Romea, tra il compartimento Anas di Venezia e quello di Bologna? Che nel primo costa dieci volte di più.

Quella tra frontisti e Anas, nel compartimento di Venezia, è una guerra che va avanti da anni: «È iniziata perché abbiamo delle tasse di concessione per i passi carrai troppo esose», spiega Antonio Crocco, residente nel chioggiotto, che fa parte del consiglio direttivo del comitato passi carrai, presieduto da Luciano Soffiato, al quale si sono iscritti ben duecento frontisti del compartimento di Venezia, che parte dal comune di Taglio di Po.

«Al km 97 della strada statale Romea — dice — abbiamo un bar pizzeria, con due passi da 12 metri, che ci vengono a costare quasi 15mila euro all’anno, mentre al km 47 (nella provincia ferrarese) c’è sempre un ristorante con un piazzale più grande che gli costa 1.460 euro all’anno».

Lo stesso caso, insomma, con una differenza enorme di costi che vanno a gravare sulle spalle delle attività: «Non è che non vogliamo pagare, lo vogliamo, ma in una maniera misurata, non si può tassare un’azienda in questo modo. Noi abbiamo guardato i costi solo sino Bologna ed è il compartimento ad applicare le tariffe».