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Pordenone. Passi carrai, la petizione arriva in Regione. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Novembre 2010 00:00

Passi carrai, la petizione arriva in Regione

Messaggero Veneto — 17 novembre 2010   pagina 07   sezione: PORDENONE

Una petizione sottoscritta da oltre un migliaio di persone, primo firmatario Luigina Zoppè di Pordenone, per l’abolizione della tassa sui passi carrai lungo la viabilità statale e regionale, è stata consegnata al presidente del consiglio regionale Maurizio Franz. L’obiettivo è sostenere la modifica della modifica del comma 23 dell’articolo 55 della legge 449 del 1997 che consente all’Anas di esigere questa imposta, per giungere quindi all’abolizione dei canoni sui passi carrai, dato il gravoso importo richiesto e considerato che il canone discrimina i privati cittadini e le attività produttive e commerciali ubicate fuori dai centri urbani. Gli accessi su strade comunali e provinciali sono infatti esenti dall’imposta. La delegazione, guidata dal consigliere regionale Edouard Ballaman, era composta da alcuni cittadini del Friuli Venezia Giulia aderenti al comitato che si è costituito a livello nazionale per giungere a una soluzione del problema. E il consigliere Ballaman, con il vicepresidente del comitato passi carrai Pierangelo Gardenal, ha delineato la situazione creata da questa tassa definita iniqua, generatrice di discriminazioni e alterazioni della concorrenza, soprattutto nell’attuale difficile contesto economico, e che nella regione riguarda qualche migliaio di realtà. Il comitato auspica un intervento regionale non solo per la modifica di legge, ma anche per sistemare i pregressi onerosi che la norma ha determinato. La legge 449 ha infatti consentito all’Anas di adeguare i canoni e l’ente ha modificato i parametri di calcolo prendendo in considerazione l’importanza della strada, la dimensione del parcheggio e diversi altri coefficienti che presumono un vantaggio per chi ha abitazione o attività che si affacci su una strada statale. Una formula di calcolo imposta, secondo il comitato, in modo unilaterale e senza confronto tra le parti, con una applicazione a macchia di leopardo, con aumenti spropositati dei canoni dal 1997 a oggi. Dove poi un accesso serve più famiglie o attività, la cartella viene inviata a una persona che deve farsi carico del recupero dei soldi. Dal 2008 tutte le funzioni amministrative in materia di reti stradali ricadenti sul territorio regionale, per circa 970 km, sono state trasferite alla Regione e sono gestite da Fvg Strade, mentre altri 200 km circa sono tuttora gestiti da Anas. Il comitato ha gia avuto contatti con il presidente di Fvg Strade, Giorgio Santuz, raccogliendo la disponibilità a esaminare la situazione per individuare idonee soluzioni. Mentre sul versante nazionale il comitato attende di conoscere i risultati dell’istruttutoria aperta al ministero delle Infrastruture e di sapere come il Governo intenda intervenire per eliminare questa discriminazione, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia chiede l’eliminazione completa dei canoni sugli accessi a partire dall’anno in corso, l’esenzione definitiva anche per gli anni successivi al 2011 e l’apertura di un tavolo di confronto con i concessionari per dare soluzione ai pregressi con una sanatoria o un concordato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA